Rispondi a queste 4 domande per valutare la tua capacità di essere amico.
1) L'amicizia vera è:
a) una favola
b) un bisogno dei deboli
c) difficile, ma esiste
2) Gli amici:
a) si possono raccontare anche bugie
b) si deve dire solo quello che si vuole
c) non bisogna nascondere la verità
3) L'amico fidato:
a) fa solo ciò che vuoi tu
b) non ti contesta mai
c) ti ascolta e ti consiglia
4) Per un amico faresti:
a) prima vengo io, poi gli amici
b) lo stretto necessario
c) tutto ciò che senti di fare
Questo è il blog del Prof. Alberto Perna, psicologo, specializzando in neuropsicologia dello sviluppo e riabilitazione psicoterapica, a supporto di tutti gli studenti. In questi post potrete trovare tutto il materiale di studio e gli approfondimenti necessari per seguire al meglio le lezioni scolastiche. Buon lavoro a tutti voi.
giovedì 24 ottobre 2013
mercoledì 25 settembre 2013
BASTA GUARDARE IL CIELO
TRAMA
SCHEDA FILM
Regia: Peter Chelsom
Interpreti: Kieran Culkin, Elden Henson, Sharon Stone, Harry Dean Stanton, Gena Rowlands, Joseph Perino, Gillian Anderson, Meat Loaf
Nazionalità: USA, 1998
Soggetto: tratto dal romanzo "Freak the Mighty" di Rodman Philbrick
Sceneggiatura: Charles Leavitt
Musica: Trevor Jones
Durata: 97 minuti
SINOSSI DEI PROTAGONISTI
Kevin è piccolo, magro, affetto da una
patologia degenerativa. In compenso ha un cervello straordinario e
trascorre tutto il tempo a leggere e a inventare congegni meccanici.
La madre di Kevin è iperprotettiva, mentre il padre è andato via
quando ha saputo della sua malattia.
Max invece è grande e grosso, porta 48
di scarpe. A scuola è lento, fatica ad apprendere qualsiasi nozione
e viene considerato “ritardato”. Ha poco coraggio e non riesce a
reagire quando lo prendono in giro. Ogni giorno è vittima di soprusi
e scherzi di cattivo gusto. Quando qualcuno combina qualche guaio,
lui è il capro espiatorio preferito. Anche Max ha una condizione
familiare difficile: la madre è morta e il padre è in carcere.
Per tutta la vita Kevin e Max sono
stati esclusi. Per la gente del posto sono “Frankenstein e Igor”
e ogni occasione è buona per deriderli. I compagni di scuola,
riuniti nella banda dei bulli “cattivi randagi” non mancano di
sottolineare le menomazioni fisiche di entrambi. Insultano Max con
farsi: “Maialino, maialino, tu sei figli dell’assasino”, oppure
“Scimmione con le cuffie” e sembrano godere della sua
sottomissione passiva. Anche il mondo degli adulti che gravita
attorno a loro, ad eccezione della mamma di Kevin e dei nonni di Max,
sembra disinteressato a loro e non ripongono in loro nessuna stima né
fiducia.
Quando Max e Kevin si conoscono la loro
vita cambia radicalmente. Kevin appassionerà Max alla lettura e alla
fantasia facendolo viaggiare con la mente e l’immaginazione. Max
aiuta Kevin nella deambulazione: se lo porta a spasso sulle spalle. I
due amici insieme formano il guerriero perfetto: una forza imponente
con una volontà di ferro.
Altro elemento rilevante è la convinzione di dover maturare dentro di sé un buon senso di fiducia nelle proprie possibilità e di autostima, ingredienti indispensabili per superare ostacoli e risolvere i problemi che frequentemente possono affacciarsi alle porte dell’esistenza di tutti noi.
Suggerisco questa pellicola perché
quando si assiste alle razioni dei personaggi di un film, ci si può
sentire più forti e rassicurati e si possono intravedere nuove
strade comportamentali. A ognuno di noi può essere capitato, almeno
una volta, di essersi sentito o sentirsi come Kevin o Max, magari
anche nella classe. Il film può essere l’occasione per discutere
di problemi relazionali, senza dover uscire allo scoperto in prima
persona, ma piuttosto assumendo il punto di vista dei personaggi
messi in scena, cercando di capire il perché di tali comportamenti e
rintracciare in gruppo possibili alternative e soluzioni.
Il film inoltre ci invita alla lettura
e all’immaginazione, straordinari e potenti strumenti della nostra
mente. Sembra insegnarci che se si impara a leggere e a nutrire
passione, si possono vivere stupende avventure. È grazie
all’immaginazione che Max e Kevin sopportano gli abusi e
fronteggiano la durezza, ma è anche il loro strumento per uscire
dall’ambiente deprimente in cui vivono.
La macchina da presa aiuta a vivere le
emozioni degli attori, per esempio quando le ampie inquadrature
dall’alto con i ragazzi che appaiono minuscoli di fronte alle
imponenti torri ci fa intendere il loro vissuto emozionale di
isolamento e il violento mondo urbano in cui si muovono. Altro
esempio sono le stampelle lasciate cadere quando Max solleva Kevin,
che stanno ad indicare il senso di libertà conquistato.
ITINERARI DIDATTICI
Cosa avresti fatto tu trovandoti al posto di....
- Max quando viene preso in giro dai suoi compagni di scuola sull'autobus
- la mamma di Kevin quando il figlio vuole compiere azioni per lui complicate
- Max quando viene accusato ingiustamente d'aver fatto cadere Kevin in palestra
- Kevin quando cade a terra una volta colpito dal pallone
- Max al luna park nel momento in cui vede Kevin stuzzicare i compagni bulli
- Kevin quando viene allontanato da Max, dopo essere stati a casa di Loretta
- la preside che parla con la mamma di Kevin
- Kevin quando si rende conto della sua morte ormai imminente
- Max una volta rapito dal padre
- Kevin quando si accorge della scomparsa di Max
- Loretta che incontra Max alla fine del film
AUTOANALISI
- Come intendo la “normalità” e la “diversità?”
- Dopo aver visto il film quanta importanza attribuisco alla forza fisica e quanta importanza attribuisco all’intelligenza per risolvere problemi?
- Quanta importanza ha per me l’amicizia? La relazione con gli altri?
- Quale ruolo rivesto nel gruppo: leader, gregario, collaborativo, vittima, capro espiatorio…
- Quanta importanza attribuisco al bisogno di comunicare, esprimere le proprie emozioni, sentimenti, vissuti interiori?
- Il film mi ha aiutato ad avvicinarmi ai testi classici della letteratura?
- Il film demarca il grande potere della lettura: cosa ne penso?
martedì 17 settembre 2013
LA TEORIA DELLA MENTE
3 sono le domande che possiamo porci quando parliamo dell'esperienza umana religiosa:
- perché siamo l'unica specie che crede in un mondo parallelo e ha una religione?
- che funzione ha la religione per i nostri antenati e in che misura questa continua ad assolverla?
- nella storia dell'uomo, quando è comparsa la religione?
Prima di rispondere a queste 3 domande, che Robin Dumbar solleva, è necessaria una lunga introduzione.
Il più delle volte, durante le mie
lezioni sulle prime unità didattiche inerenti argomenti quali
“l’Io”, il “Sé”, le relazioni sociali o perché l’uomo,
di aristotelica memoria, è un animale diverso, alcuni miei alunni,
quando parlo dell’uomo come essere capace di utilizzare il cervello
in modo del tutto peculiare rispetto a qualunque altro essere
vivente, mi domandano: “Lei come fa a saperlo e soprattutto come
può dimostrarlo?” “Il mio cane/gatto/cavallo è
intelligentissimo”. In questi casi mi trovo a dover affrontare una
sorta di ingenuità cognitiva. Il fatto che abbiamo la capacità
cerebrale di fare tutti i calcoli necessari, non può farci asserire
che anche tutti gli altri animali abbiano le stesse attitudini, o
quanto meno che abbiano bisogno di una teoria della mente per poter
operare correttamente nelle società in cui vivono. Vorrei
approfondire questo tema per presentare le più recenti teorie
sull’evoluzione umana, attingendo dalla biologia, dalle scienze
cognitive, dalla paleontologia e dall’archeologia.
Alla fine degli anni
sessanta del secolo scorso, due genetisti americani -Vince Sarich e
Alan Wilson- avanzarono l’ipotesi che l’origine comune a noi e
alle scimmie antropomorfe dovesse essere fatta risalire a non più 3
milioni di anni fa, ma all’inizio tale orologio fu regolato male. I
dati su cui fondavano questa proposta quasi scandalosa erano le
somiglianze esistenti tra il codice genetico dell’uomo e quelli
delle grandi scimmie antropomorfe africane. Dopo aver decifrato il
codice genetico la scienza della genetica stava aprendo nuove
frontiere a sconfinati orizzonti e così si giunse all’ipotesi che
il DNA – le immortali molecole avvolte ad elica all’interno di
ogni cellula vivente che recano con sé le informazioni necessarie
per la formazione di nuovi organismi – potesse essere usato come
orologio biologico. Tale idea nasce dalla constatazione che le
strutture del codice genetico possono mutare nel corso del tempo. La
causa di questo fenomeno è un’imperfezione nel modo in cui il DNA
copia se stesso nel corso della riproduzione; tale processo è
definito “mutazione”. Spesso, ma non sempre, tali mutazioni non
hanno alcun effetto sull’organismo, e queste differenze, di
importanza poco rilevante, si accumulano col trascorrere delle
generazioni e finiscono per costituire il bagaglio genetico. Per
intenderci, risulta che il nostro materiale genetico è composto da
più di un miliardo di geni e di questi 30.000 sono attivamente
coinvolti nella costruzione dell’organismo umano. Il resto, il DNA
“spazzatura”, è la combinazione di elementi strutturali e di
virus che si sono inseriti in modo parassitario nel nostro DNA nel
corso del tempo a partire da quando la vita ha avuto inizio. Tale DNA
“spazzatura”, non avendo nessun effetto sull’organismo, dimora
tranquillamente nella sua tana molecolare percorrendo senza sforzo la
sua strada evolutiva grazie all’abilità riproduttiva del suo
ospite e non subisce effetti della selezione naturale. Quindi è
soggetto solo ai processi interni di mutazione. Tale segmento di DNA
fornisce la base per la misurazione dell’orologio molecolare di
Sarich e Wilson. Come funziona? Il ritmo con cui si verificano questi
mutamenti “occulti” si mantiene abbastanza costante nel tempo e
il numero di differenze esistenti tra due qualsiasi individui
rappresenta una misura approssimativa del lasso di tempo che
intercorre evolutivamente tra essi, ossia che li separa dall’ultimo
antenato comune. Allora da un lato si ha la selezione naturale
influenzata da quei segmenti di DNA che fungono da codici per la
formazione di una parte dell’organismo. Ciò avviene attraverso il
successo o l’insuccesso della parte dell’organismo che influisce
direttamente sulla possibilità del gene produttore d'essere
trasmesso o no alle generazioni successive e dunque sotto la
pressione della selezione naturale, il meccanismo che Darwin pose
alla base del cambiamento evolutivo. D'altro canto accade che, se
un gene non produce alcun effetto sull’organismo e la selezione non
esercita alcuna pressione, negativa o positiva, le frequenze dei geni
cambiano solo per graduale accumularsi di mutazioni. Questo è il
processo di lento accumulo di errori di copiatura che Sarich e Wilson
considerarono adatto a servire da orologio molecolare per ricostruire
i tempi di separazione di linee evolutive strettamente imparentate. I
genetisti avevano ragione e questo orologio funziona correttamente.
Esso può essere usato per stabilire la data d’inizio della
divergenza tra due linee evolutive. Gli esseri umani e le scimmie
antropomorfe dei nostri giorni condividono un passato molto più
recente. Le stime sull’ultimo antenato in comune all’uomo e agli
scimpanzé indicano un lasso temporale che non supera i 5/7 milioni
di anni. Dopotutto i primati sono in circolazione sul nostro pianeta
da più di 65 milioni di anni. A ciò va aggiunto che gli scimpanzé
hanno una relazione più stretta con l’uomo che con i gorilla e gli
oranghi. Questa conclusione ha portato a rivedere la classificazione
zoologica delle scimmie antropomorfe. In definitiva uomini e
scimpanzé condividono il 98,5% del patrimonio genetico. In poco meno
dell’1,5% dell’intero patrimonio genetico si nasconde la
differenza tra l’umano e l’animale. In questo 1,5% troviamo il
mentale ovvero: come so di sapere qualcosa? Ma com’è
che soltanto noi umani possiamo fare questo? A questo punto il mio
alunno mi chiederà: “come fa a dire che soltanto noi umani
possiamo fare questo?”
Dopo aver affrontato il
legame di parentela che unisce noi agli scimpanzé, nel prossimo
approfondimento parleremo di cosa ci rende così diversi, da loro e
da tutto il mondo animale.
giovedì 5 settembre 2013
PRESENTAZIONE
Oggi nasce il nuovo blog del Prof. Alberto Perna, a supporto di tutti gli studenti.
In questi post potrete trovare tutto il materiale di studio e gli approfondimenti necessari per seguire al meglio le lezioni scolastiche.
Buon lavoro a tutti voi.
In questi post potrete trovare tutto il materiale di studio e gli approfondimenti necessari per seguire al meglio le lezioni scolastiche.
Buon lavoro a tutti voi.
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